Perché si forma la condensa sugli infissi nuovi? Analisi fisica e diagnostica professionale

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La comparsa di condensa sui serramenti appena installati è uno dei fenomeni più fraintesi nell’edilizia residenziale. Molti proprietari di immobili, dopo aver sostituito finestre vecchie e permeabili con sistemi moderni e altamente ermetici, si trovano improvvisamente di fronte a vetri appannati o gocciolanti. L’istinto porta subito a ipotizzare un difetto del prodotto, ma nella maggior parte dei casi il fenomeno è perfettamente coerente con la fisica del punto di rugiada e con il comportamento termoigrometrico dell’abitazione. Per comprendere la condensa bisogna prima capire come cambia il microclima interno quando l’aria non passa attraverso le infiltrazioni tipiche dei serramenti datati.

La fisica del punto di rugiada

La condensa non è altro che la manifestazione visibile di un equilibrio termico che si rompe. Ogni miscela aria–vapore ha una temperatura, detta temperatura di rugiada o punto di rugiada, al di sotto della quale il vapore acqueo inizia a condensare.  La norma UNI EN ISO 13788 descrive questo comportamento in modo rigoroso. Spiega che la condensa si forma esclusivamente quando la temperatura superficiale del vetro scende al di sotto della temperatura di rugiada dell’aria interna.

In un’abitazione riscaldata a venti gradi con un’umidità relativa del sessanta per cento il punto di rugiada si aggira intorno ai dodici gradi. Se la superficie interna del vetro scende a valori inferiori, l’acqua apparirà inevitabilmente. Nei mesi invernali, ad esempio in Lombardia, le temperature superficiali di un vetrocamera con valore Ug pari a 1.0 possono facilmente oscillare tra gli undici e i tredici gradi. In queste condizioni, se l’umidità interna non è controllata la condensa non è un’anomalia ma la normale conseguenza di una differenza termica significativa.

Perché i serramenti nuovi favoriscono la comparsa del fenomeno

Il paradosso è che la condensa si manifesta più spesso proprio dopo l’installazione di serramenti di qualità. La ragione è semplice: il ricambio d’aria involontario diminuisce drasticamente. Le vecchie finestre lasciavano filtrare quantità di aria anche dieci volte superiori rispetto ai serramenti moderni certificati in classe quattro secondo la UNI EN 12207. Questo significava che l’umidità prodotta in casa — dovuta alla respirazione, alla cottura dei cibi, alle docce, al bucato steso — veniva in parte espulsa proprio in questo modo. Con le nuove finestre l’ermeticità aumenta e l’umidità resta intrappolata all’interno. L’umidità relativa sale dal trenta–quaranta per cento tipico delle abitazioni con serramenti vecchi fino al sessanta–settanta per cento che si osserva spesso una o due settimane dopo la sostituzione. In queste condizioni il vetro raggiunge la temperatura di rugiada anche in presenza di vetrocamera ad alte prestazioni.

Il ruolo del vetrocamera e i limiti fisici

La vetrocamera non è un dispositivo progettato per evitare la condensa sulla superficie interna. I valori dichiarati dalla serie UNI EN 1279 riguardano la trasmittanza termica, l’ermeticità della camera e la durabilità del sigillante, ma non garantiscono l’assenza di condensa se l’umidità interna supera soglie critiche. Un vetro con Ug pari a 1.0 o 0.7 può mantenere temperature superficiali interne più elevate rispetto alle vecchie vetrate semplici, ma resta comunque soggetto alle leggi fisiche che regolano il raffreddamento delle superfici. Quando l’umidità relativa raggiunge il settanta per cento, il punto di rugiada sale a circa quindici–sedici gradi. In queste condizioni la superficie interna del vetro difficilmente arriva a temperature così elevate, soprattutto nelle giornate più fredde.

Condensa sulle finestre nuove
Condensa sulle finestre nuove

Il ruolo decisivo della ventilazione nella prevenzione della condensa

La ventilazione degli ambienti è l’elemento più sottovalutato quando si analizza la comparsa della condensa sui serramenti nuovi. In realtà rappresenta il fattore che più di ogni altro determina l’equilibrio igrometrico di un’abitazione. 

Una ventilazione corretta non significa tenere le finestre socchiuse per ore, pratica che spesso raffredda inutilmente le superfici e può persino accentuare la condensa. Il ricambio efficace si ottiene con aperture brevi e decise. In questo modo l’aria interna, più calda e satura, viene sostituita rapidamente con aria esterna più secca. Questo abbassa l’umidità relativa e allontana il punto di rugiada dalla temperatura superficiale del vetro. Quando il microclima domestico si stabilizza su valori di umidità compresi tra il quaranta e il cinquanta per cento, la condensa tende a scomparire, anche in presenza di temperature esterne rigide. In alcune abitazioni, soprattutto quelle ben isolate o di classe energetica elevata, la ventilazione naturale non è sufficiente. In questi casi può diventare necessario integrare sistemi di ventilazione meccanica puntuale. Alternativamente si possono installare regolatori di afflusso d’aria nelle stanze più critiche. Questi dispositivi aiutano a mantenere costante l’equilibrio igrometrico senza disperdere energia in modo significativo.

Una ventilazione efficace non agisce sul vetro, ma sull’aria che lo circonda. È il controllo dell’umidità interna, e non la prestazione termica del vetrocamera, a determinare la distanza fra temperatura ambientale e temperatura di rugiada. Quando questo equilibrio viene rispettato, la superficie del vetro resta al di sopra della soglia critica e la formazione della condensa viene drasticamente ridotta o completamente elimimata.

Il ruolo della ventilazione
Il ruolo della ventilazione

Condensa all’interno della camera del vetro isolante — il vero segnale di un difetto tecnico

La condensa può comparire in diversi punti di un serramento. Tuttavia, quando si forma nella camera del vetro isolante — lo spazio sigillato tra le lastre che compongono la vetrocamera — la situazione cambia completamente. In questo caso non si tratta più di un fenomeno legato all’umidità dell’ambiente interno. Non si tratta di un comportamento fisico prevedibile, bensì della conferma che il sistema di sigillatura del vetro isolante ha perso la propria ermeticità. La serie normativa UNI EN 1279 stabilisce in modo chiaro che l’intercapedine del vetro isolante deve rimanere asciutta e perfettamente sigillata per tutta la vita utile del prodotto. Se l’umidità penetra nella camera, significa che uno dei sigillanti perimetrali si è deteriorato oppure che la tenuta originale non era conforme alle specifiche di produzione. La conseguenza è la perdita del gas isolante, l’ingresso inevitabile di vapore acqueo e la comparsa di aloni, appannamenti o vere e proprie gocce d’acqua fra le lastre. In questi casi l’unità di vetro non può più garantire né la trasmittanza termica dichiarata né la durabilità prevista ed è necessario procedere alla sua sostituzione.

Condensa su telai e imbotti

Un’altra forma di condensa, meno comune ma più significativa, è quella che si manifesta sui telai e sulle imbotti. Qui il problema non dipende dall’umidità in sé, ma dalla presenza di un ponte termico o di una posa non conforme alla UNI 11673-1. Un controtelaio metallico non isolato, un nodo di posa privo di continuità termica, una soglia passante o un isolamento perimetrale insufficiente possono ridurre la temperatura superficiale a valori inferiori rispetto al vetro. In questi casi la condensa diventa un vero segnale diagnostico che permette di individuare punti deboli dell’involucro edilizio.

Quando il fenomeno compare dopo alcune settimane

Molti proprietari di immobili riferiscono che nei primi giorni successivi all’installazione dei nuovi infissi non notavano alcun problema, mentre la condensa è comparsa solo dopo due o tre settimane. Questo comportamento è coerente con la stabilizzazione igrotermica dell’edificio. All’inizio la casa è ancora ventilata, il ricambio d’aria è elevato e l’umidità relativa rimane bassa. Con il passare dei giorni, la temperatura interna si stabilizza, la ventilazione involontaria si riduce e l’umidità prodotta dalla vita quotidiana aumenta gradualmente fino a raggiungere livelli che favoriscono la condensazione.

Diagnosi professionale

Un’analisi seria del fenomeno non si basa su impressioni ma su misurazioni. Un tecnico competente valuta l’umidità relativa interna, la temperatura dell’aria, la temperatura superficiale del vetro e del telaio, calcola la temperatura di rugiada e confronta i valori. Quando la temperatura superficiale è inferiore al punto di rugiada il fenomeno è inevitabile; quando il raffreddamento è localizzato si sospetta un ponte termico; quando la condensa si trova nella camera del vetro si tratta di un difetto di ermeticità. La diagnostica diventa così uno strumento per distinguere cause fisiche, errori di posa e problemi di produzione.

Conclusione

La condensa sui serramenti nuovi è quasi sempre il risultato di un cambiamento radicale nel comportamento dell’abitazione, non un indicatore di un prodotto difettoso. L’ermeticità degli infissi moderni modifica il bilancio dell’umidità interna e porta il vetro a raggiungere la temperatura di rugiada molto più facilmente rispetto ai serramenti tradizionali. Solo un’analisi basata su principi fisici e norme tecniche permette di interpretare correttamente il fenomeno e di intervenire in modo mirato, migliorando non solo la prestazione del serramento ma anche la qualità dell’ambiente abitato.

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